![]()

Bruce Lee, nell'immaginario collettivo è ancora oggi, a più di vent'anni dalla sua misteriosa scomparsa, l'immagine più rappresentativa delle arti marziali. Molti pensano fosse solo un discreto attore, non tutti conoscono la sua identità di maestro e di profondo conoscitore di arti marziali e filosofie orientali: a lui si deve la creazione di un sistema di combattimento e difesa denominato Jeet Kune Do. Uno dei principali esponenti a livello nazionale di quest'arte è il Maestro astigiano Filippo Leone: classe 1972, esponente diretto di quarta generazione della famiglia del JKD (Bruce Lee, Dan Inosanto, Burton Richardson, Filippo Leone), studia quest'arte dal 1992, è diplomato insegnante di JKD direttamente dal Maestro americano Burton Richardson ed è uno dei suoi primi rappresentanti ufficiali in Europa. A completare il suo curriculum c'è anche il grado di cintura nera di Ju Jitsu e di Istruttore di Kickboxing, Thai Boxe, Full Contact e Savate.
Siamo andati a trovare questo personaggio alla fine di una lezione: entrati in palestra ci sediamo per assistere agli ultimi minuti della lezione, lui ci accoglie con un sorriso senza però distogliere l'attenzione da un gruppetto di allievi che stanno combattendo, l'atmosfera è rilassata ma tutti sono concentrati nell'esecuzione dei loro esercizi e quasi non si accorgono di noi. "OK pausa!" Leone richiama attorno a se tutti gli allievi, corregge gli errori di alcuni che non applicano correttamente le tecniche esponendo in modo pignolo e metodico il modo di eseguire l'esercizio, risponde ad alcune domande e quindi, cronometro in mano, dà il via per l'ultimo round di allenamento: mentre li sprona e li incita, i ragazzi riprendono il loro allenamento con rinnovato vigore, c'è chi combatte, chi sta allenando le tecniche ai colpitori, alcune ragazze stanno eseguendo tecniche di ginocchiata e gomitata e altri perfezionano i movimenti davanti allo specchio, tutto sotto gli occhi attenti e sicuri di Leone che è subito pronto a evidenziare i dettagli o a richiamare chi rallenta il ritmo. "STOP!", finisce il tempo della lezione, di colpo l'atmosfera diventa più rilassata: c'è chi gronda sudore come una fontana, chi ha il fiatone, anche chi vorrebbe continuare ma la lezione è finita: tutti si dispongono di fronte al Maestro per il saluto e quindi via, sotto la doccia! "Bello no? - esordisce Leone dirigendosi verso di noi - è una sensazione fantastica poter trasmettere qualcosa agli altri, qualcosa di positivo che porta a crescere le persone sia fisicamente che mentalmente. La pratica del JKD con efficacia, serietà e in un'atmosfera amichevole e positiva è la mia linea guida in allenamento e nell'insegnamento: gli aspetti psicologici e educativi s'intersecano con quelli fisici affinché un praticante esperto sarà spietato in combattimento ma anche umile e amichevole in situazioni normali. Secondo me, a prescindere da quanto una persona conosce o ha fatto, non c'è motivo per diventare arroganti o sbruffoni: uno dei miei obiettivi è guidare i miei allievi verso la meta di essere dei buoni artisti marziali, dei buoni ed efficaci combattenti, eventualmente dei buoni tecnici o agonisti ma soprattutto delle buone persone!" Mentre Leone parla con noi, gli allievi man mano abbandonano la palestra salutando con rispetto ma con grande amicizia il loro insegnante: "Non è facile essere un insegnante, - continua Leone - non si tratta solo di essere tecnicamente perfetto o di conoscere a memoria i programmi, devi anche essere in grado di comunicare con la gente e di capire le esigenze e il carattere di chi hai davanti, se poi hai degli adolescenti che seguono il corso, rischi di venir preso come esempio e quindi tutto si complica ancora di più: diventa quindi molto importante prestare attenzione ai valori e agli input comportamentali che si trasmettono."
Che rapporto hai con i tuoi allievi?
"Sincero! Non è nella mia indole impormi come il maestro-dittatore, temuto dagli allievi, a cui tutto è dovuto: è una figura ormai passata e obsoleta, c'è una gerarchia dettata dai gradi e dall'esperienza, gli allievi mi rispettano per il ruolo che ricopro e io rispetto loro e comunque si instaura un buon rapporto di amicizia da coltivare anche al di fuori della palestra. Non mi piace mettermi sul piedistallo: spesso mi alleno con i miei allievi più anziani o anche con gli ultimi arrivati,

a volte c'è il tabù e la paura di colpire il Maestro a rischio di scatenare le sue ire (scoppia a ridere). Se combatto con loro li incito a dare il meglio, a cercare di colpirmi realmente e non a recitare la parte: non nascondo che ogni tanto qualche bel colpo lo incasso anche io ma ciò non è un dramma o una mancanza di rispetto anzi è molto positivo, significa che loro migliorano e crescono, d'altronde il mio scopo è farli diventare migliori di me facendo tesoro della mia esperienza, non avrebbe senso annullare la loro identità e il loro ego cercando di tenerli legati a me ad un livello perennemente più basso. E poi, come dice Sifu Burton, - c'è solo una persona che non subisce mai colpi o tecniche, COLUI CHE NON SI ALLENA DURAMENTE E NON COMBATTE MAI! - semplice ma reale no? Sai, non posso sedermi sugli allori altrimenti mi mettono sotto (sorride)."
Come hai iniziato?
"Per caso. A 8 anni avrei voluto praticare arti marziali ma per varie cause iniziai a giocare a calcio e continuai per circa 8 anni, quindi ho praticato a livello scolastico anche atletica con dei discreti risultati nel getto del peso, quindi un po' di basket, pallamano e tennis. A 19 anni, per una serie di coincidenze, forse volute dal destino, decisi di iniziare a praticare arti marziali e scelsi il JKD senza peraltro sapere niente di questo mondo. Nel tempo però l'interesse e la passione mi spinsero a documentarmi il più possibile seguendo stage e "divorando" riviste, libri e video per alleviare questa mia "fame di sapere".
Come mai hai poi deciso di diventare insegnante? Parlaci un po' del tuo curriculum e della tua carriera marziale….
"Mah, ti posso dire che nel tempo mi sono reso conto che mi piaceva stare in mezzo alla gente, comunicare con loro e poter dare loro qualcosa! Tutto qui…..è un qualcosa che ti nasce da dentro, è il fuoco della passione per quello che fai che ti porta a voler far conoscere agli altri la bellezza di questa pratica sportiva. Nel 1994, durante degli stage in Italia, ebbi la fortuna di conoscere il M°
Richardson: un maestro incredibile, una persona umile ed equilibrata, un amico! Iniziai a seguire i suoi insegnamenti ogni volta che veniva in Italia ed entrai quindi nella sua organizzazione, la JKD UNLIMITED ASSOCIATION: sono stato quindi diplomato insegnante di JKD direttamente da lui diventando uno dei suoi primi rappresentanti ufficiali in Europa e tutt'oggi continuo a studiare ed aggiornarmi con lui. Nel frattempo ho comunque studiato altri sistemi di combattimento per ampliare il mio bagaglio tecnico: Kickboxing, Thai Boxe, Savate, Ju Jitsu, Kali filippino, Grappling, Brazilian Jiu Jitsu. Circa due anni fa decisi di fondare la scuola REAL FIGHTING ASSOCIATION, organizzazione dedita alla divulgazione del JKD e di altre arti codificate in specifici programmi. Al momento io insegno ad Asti ed Alessandria e ogni tanto sono in altre città a dirigere dei seminari di allenamento sul JKD per far conoscere la mia organizzazione."
Potresti illustrarci meglio l'attività dell'organizzazione da te diretta?
"Certo, la RFA nasce dall'esigenza di organizzare meglio le mie conoscenze per poterle divulgare sia agli allievi sia alle persone interessate a diventare insegnanti. I programmi prevedono le seguenti discipline:
- il JKD, che è quella principale, è l'arte creata da Bruce Lee per il combattimento da strada e la difesa personale, fonde vari stili esaminando il combattimento in piedi sulle varie distanze, la lotta a terra, le armi (bastone e coltello), tutto regolato da precisi concetti e teorie;
- le arti marziali filippine (Kali, Escrima, …), note per l'uso delle armi (bastone e coltello usati in coppia o singoli) si completano con un efficace sistema di combattimento a mani nude;
- il Grappling, è un sistema di lotta dato dalla fusione di varie arti e considera la lotta in piedi e a terra con tecniche di presa, controllo, leve, proiezioni e strangolamenti;
- ATPL, è il programma specifico per le forze dell'ordine, agenti di sicurezza e corpi militari che prevede argomenti specifici quali tecniche di ammanettamento, procedure di arresto e conduzione del sospetto, controllo dell'arma e uso dello sfollagente."
Forse il JKD non ha ancora la notorietà di altre discipline e non tutti lo conoscono! Quali sono le caratteristiche di quest'arte?
"È semplice, diretto e terribilmente efficace! Vedi, l'ottica è allenare tecniche semplici e realmente applicabili nella difesa personale: il metodo di studio si basa sull'idea di "testare" queste tecniche in combattimento contro un avversario vivo, aggressivo e che agisce con forza e pressione fisica. Purtroppo in molte arti marziali non si combatte o lo si fa con simulazioni o vincoli agonistici e quindi non si ha il riscontro della reale applicabilità delle tecniche. Sono solito distinguere tre gruppi di discipline: le arti tradizionali, gli sport da combattimento e i sistemi dediti alla difesa personale reale come il JKD. Spesso si mira a studiare un'infinità di tecniche spettacolari e complesse che però non trovano un risvolto di applicabilità in una situazione reale e che, con un po' di fortuna, forniscono una certa dimestichezza con il combattimento dopo molti anni di pratica. Nell'agonismo c'è la limitazione delle regole e della presenza delle categorie di peso oppure ci si limita ad esaminare un solo aspetto tecnico (solo il combattimento in piedi o solo quello a terra!). Rispetto molto chi pratica arti tradizionali, ammiro molto chi pratica l'agonismo ma è bene distinguere nettamente dalla difesa personale, che richiede metodologie di allenamento e di azione completamente diverse e specifiche."
Cioè, in cosa consiste tale diversità?
"Beh, innanzi tutto io insegno ad evitare di finire in situazioni a rischio e a prevenire! Lo scopo non è l'incitamento alla violenza o la creazione di esaltati pronti ad andare in battaglia, il fine è invece quello di permettere di evitare o di gestire una situazione problematica fin quando è possibile, arrivati al punto critico, se è il caso, bisogna essere preparati fisicamente e tecnicamente alla difesa e allo scontro che deve essere rapido, semplice ed efficace! Figurati che c'è ancora chi illude gli allievi che sia semplice difendersi a mani nude da un coltello con tecniche complesse e coreografiche! Considerate la realtà nella sua imprevedibilità, siate semplici, testate e sperimentate le tecniche in combattimento, l'evoluzione e la crescita saranno immediate! Dal punto di vista tecnico il discorso è lungo e richiederebbe più spazio: è importante capire la nostra ottica di studio e i concetti, chi fosse interessato alla tecnica può venire a provare in palestra. Come fai a giudicare un ristorante senza esserci mai andato!?!? Vestiti di umiltà, vai ad assaggiare la sua cucina e poi giudica, quello che pensavi fosse cattivo poi potrebbe rivelarsi diverso e viceversa……."
Te lo avranno già chiesto spesso, potresti darci un consiglio per difendersi o spiegarci una tecnica efficace?
(Leone si alza, diventa serio in volto e si posiziona in quella che definisce posizione di guardia e quindi scoppia a ridere!) "Certo, saper correre veloce! Ripeto, non creo eroi ma sono molto realista: innanzi tutto prevenire ed evitare, se poi uno vuole imparare qualcosa di più della corsa può venire a trovarci in palestra. Sicuramente è un invito: delle basi di difesa servono a chiunque al giorno d'oggi, soprattutto alle ragazze e a chi svolge mestieri a rischio."
Chiunque può praticare?
"Certo, non fermatevi all'aspetto della difesa: si fa un ottimo lavoro fisico, migliorano i riflessi, la tonicità del corpo, la capacità cardiovascolare. È anche ottimo per le ragazze: sono luoghi comuni il fatto che sia una pratica per maschi o che ci si faccia male, gli infortuni sono molto rari e poi proprio le ragazze spesso risultano più aggressive, è nella loro natura nascosta!"
Progetti per il futuro?
In ambito marziale molti! Iniziare la formazione di una squadra agonistica, sto lavorando alla creazione di un centro per la pratica di arti marziali e sport da combattimento in Alessandria e continuare nella divulgazione del JKD, a tal fine di recente ho iniziato la formazione dei primi insegnanti a livello nazionale e sto lavorando con un gruppo di praticanti in Francia! Ci sono delle buone basi, senza fretta, un passo alla volta….. Purtroppo le arti marziale hanno poca attenzione da parte degli sponsor e quindi spesso bisogna arrangiarsi con i propri mezzi: si appoggiano attività sportive più note e che in certi casi hanno perso parte del loro carattere educativo e morale! Un altro obiettivo importante è laurearmi: mi mancano ancora alcuni esami alla Facoltà di Architettura, capito l'origine della mia abitudine a pianificare con attenzione le mete da raggiungere?
Nel tempo libero coltivi degli hobby?
Certo, le arti marziali (risata), adoro a tal punto insegnare e praticare che passerei tutta la giornata in palestra; a parte gli scherzi adoro leggere, ascoltare musica, viaggiare, uscire e divertirmi, come tutti i ragazzi della mia età…..Mi piace anche gironzolare su Internet e colgo l'occasione per invitarvi a visitare il mio sito (ndr: www.realfighting.it) dove troverete informazioni sull'attività della scuola, sul JKD e su Sijo Bruce Lee e un forum di discussione e di incontro per gli appassionati di arti marziali."
Film e canzone preferite?
Mi spiace deludervi, niente di duro o rude! Canzone "Nikita" di Elton John…..Film!?! Concedetemene tre: Nikita, Point Break e Lady Hawk.
Tuoi pregi e difetti?
"Che domande!?! SONO BELLO (risata)……Scherzo, non dovete chiederli a me, ma a chi mi conosce!"
Un consiglio a chi volesse avvicinarsi al JKD?
"Più in generale, FATE SPORT!!! A prescindere dalla disciplina: migliora il carattere, il fisico e lo spirito!
Relativamente alle arti marziali, definite il vostro obiettivo e quindi scegliete l'arte che più fa al caso vostro: è molto importante cercare dei centri e degli insegnanti realmente qualificati, documentatevi e informatevi prima di scegliere, provate delle lezioni qua e la, confrontate e poi scegliete…..
Se vi interessa il JKD, venite a trovarmi in palestra, provate e giudicate voi, senza aspettarsi effetti speciali o coreografici e armandosi di umiltà, voglia di lavorare e di sudare……in ogni caso ricordate, nello sport e nella vita, come diceva Bruce Lee, "usa come via l'assenza di una via e abbi come limite l'assenza di limiti!"

DICONO DI LUI.
Un allievo : Non è per niente facile sintetizzare in poche parole l'immagine di una persona che secondo me ha una dote ormai rara. Non voglio soffermarmi sul giudizio di insegnante di arti marziali, poiché l'ho scelto come mio Maestro, ma su quello di persona: la cosa che stimo di più in lui è la coerenza. Dote questa quasi scomparsa tra i nostri simili abituati a dire bianco e a fare nero......... lui no!!!!!!
Filippo è quello che insegna e cioè semplicità, trasparenza, dedizione e immediatezza, come l'arte del JKD. Non gira intorno alle cose ma va dritto al punto. Non si perde in preamboli o appendici ma va dritto alla sostanza. Per farla breve è questa sua coerenza con ciò che fa e ciò che è, che lo rende uno dei migliori insegnanti (e amici) che io abbia mai trovato in dieci anni di pratica di arti marziali.
Un'amica (Griselda): E' una persona estremamente concreta, non lancia proclami ma quando si pone un obiettivo da tutto sé stesso per raggiungerlo, come spesso dice anche lui "Alle parole preferisco i fatti concreti!" Come insegnante è molto paziente e preciso, a volte anche troppo.